L’ EFFICENZA ENERGETICA NELLA NUOVA DIRETTIVA UE 2018/844

Cos’è l’ “Isolamento”?
29/06/2018

In vigore dal 9 Luglio p.v., la nuova Direttiva UE 2018/844 – pubblicata il 19 giugno 2018 sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea – modifica le precedenti 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell’edilizia e 2012/27/UE sull’efficenza energetica.
Obiettivo centrale della Direttiva è la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di almeno il 40% entro il 2030 rispetto al 1990, per aumentare la quota di consumo di energia da fonti rinnovabili, realizzare un risparmio energetico conformemente alle ambizioni a livello dell’Unione e per migliorare la sicurezza energetica, la competitività e la sostenibilità dell’Europa.
Con questa, l’Unione si impegna quindi nello sviluppo di un sistema energetico sostenibile, competitivo, sicuro e decarbonizzato, dotandosi entro il 2050 di misure tese a raggiungere l’obiettivo di lungo termine relativo alle emissioni di gas a effetto serra e a decarbonizzare il parco immobiliare, cui è riconducibile circa il 36 % di tutte le emissioni di CO2 nell’Unione.

RISTRUTTURAZIONI ED EFFICENZA ENERGETICA

Tenendo conto che quasi il 50% del consumo dell’energia finale dell’Unione Europea è usato per riscaldamento e rinfrescamento, di cui l’80 % negli edifici, lo sforzo dell’Unione è quello di rinnovare il suo parco immobiliare, dando la priorità all’efficienza energetica, nonché valutando l’utilizzo delle energie rinnovabili.
Secondo la Direttiva, gli Stati membri dovrebbero poter ricorrere alle strategie di ristrutturazione a lungo termine per affrontare il tema della sicurezza in caso di incendi, nonché per far fronte ai rischi connessi all’intensa attività sismica che minacciano le ristrutturazioni destinate a migliorare l’efficienza energetica e il ciclo di vita degli edifici.
In particolare diventa necessario promuovere un accesso paritario al finanziamento, anche per i segmenti del parco immobiliare nazionale caratterizzati dalle prestazioni peggiori, per i consumatori in condizioni di povertà energetica, per l’edilizia sociale e per le famiglie alle prese con i dilemmi posti dalla frammentazione degli incentivi, tenendo conto al contempo dell’accessibilità economica.
Stando alla valutazione d’impatto della Commissione, la ristrutturazione dovrebbe avvenire a un tasso medio del 3% annuo per realizzare in modo efficace in termini di costi le ambizioni dell’Unione relative all’efficienza energetica.

COMFORT ABITATIVO

Per quanto concerne la qualità dell’aria, l’Organizzazione mondiale della sanità stabilisce che edifici più efficienti offrono maggiore comfort e benessere agli occupanti e migliorano la salute.
La Direttiva promuove quindi miglioramenti della prestazione energetica degli edifici esistenti che contribuiscano alla creazione di ambienti interni salubri, rimuovendo – tra le altre cose – amianto e altre sostanze nocive.
In questo caso è importante garantire misure di miglioramento della prestazione rivolte non solo all’involucro, ma tutti gli elementi pertinenti e i sistemi tecnici di un edificio, come gli elementi passivi che contribuiscono alle tecniche passive volte a ridurre il fabbisogno energetico per il riscaldamento o il rinfrescamento, il consumo energetico per l’illuminazione e la ventilazione, migliorando in tal modo il comfort termico e visivo.
I ponti termici, l’inadeguatezza dell’isolamento e le infiltrazioni d’aria possono generare temperature superficiali al di sotto della temperatura di rugiada dell’aria, oltre che umidità. È fondamentale pertanto garantire un isolamento completo e omogeneo dell’edificio, compresi i balconi, le finestre, i tetti, i muri, le porte e i pavimenti, ed è opportuno prestare particolare attenzione a evitare che la temperatura di una qualsiasi superficie interna dell’edificio scenda al di sotto della temperatura di rugiada.
Inoltre, le soluzioni di tipo naturale, quali una vegetazione stradale ben progettata, i tetti verdi e i muri che garantiscano isolamento e ombreggiamento agli edifici, contribuiscono a ridurre la domanda di energia, limitando la necessità di riscaldamento e rinfrescamento e migliorando la prestazione energetica di un edificio.
Per promuovere il benessere abitativo, la Direttiva prevede poi che gli Stati Membri si occupino anche di questioni relative alla sicurezza in caso di incendi, e ai rischi connessi all’attività sismica.

CERTIFICAZIONI DI PRESTAZIONE ENERGETICA

Per raggiungere gli obiettivi della politica di efficienza energetica degli edifici, la Direttiva prevede di migliorare la trasparenza degli attestati di prestazione energetica, provvedendo alla definizione e all’applicazione coerente di tutti i parametri di calcolo necessari, sia per la certificazione che per i requisiti minimi di prestazione energetica.
La proposta è quella di considerare l’installazione negli edifici esistenti di dispositivi autoregolanti che controllino separatamente la temperatura in ogni vano o, quando giustificato, in una determinata zona riscaldata dell’unità immobiliare, se economicamente fattibile, ad esempio ove il costo sia inferiore al 10 % dei costi totali dei generatori di calore sostituiti.
Inoltre, per garantire che le misure finanziarie relative all’efficienza energetica siano applicate nel modo migliore nella ristrutturazione degli edifici, la Direttiva ritiene opportuno ancorarle alla qualità dei lavori di ristrutturazione alla luce dei risparmi energetici perseguiti o conseguiti. Tali misure dovrebbero pertanto essere ancorate alla prestazione dell’apparecchiatura o del materiale utilizzato per la ristrutturazione e al livello di certificazione o di qualifica dell’installatore, a una diagnosi energetica oppure al miglioramento ottenuto grazie alla ristrutturazione, che dovrebbe essere valutato confrontando gli attestati di prestazione energetica prima e dopo la ristrutturazione stessa, ricorrendo a valori standard o adottando un altro metodo trasparente e proporzionato.

INNOVAZIONE E TECNOLOGIE

L’innovazione e le nuove tecnologie permettono agli edifici di sostenere la decarbonizzazione generale dell’economia, incluso il settore dei trasporti. Gli edifici, ad esempio, possono contribuire allo sviluppo di una mobilità sostenibile. La Direttiva prevede infatti l’obbligo di installazione di punti di ricarica elettrica per gli edifici di nuova costruzione o sottoposti a ristrutturazioni importanti che utilizzino più di dieci posti auto, assicurando agli utenti di veicoli elettrici un facile accesso ai punti di ricarica.
Inoltre, tra gli obiettivi della nuova Direttiva compare anche quello di incoraggiare l’uso di tecnologie informatiche per edifici esistenti, offrendo nuove opportunità in termini di risparmio energetico fornendo ai consumatori informazioni più precise sui loro modelli di consumo e consentendo al gestore di sistema di gestire più efficacemente la rete.